Quattro campane per quattro storie all’Arcobaleno ‘86

All’incontro della Cooperativa Arcobaleno ‘86 interventi di Paoletti, Dal Canton, Dalla Libera e Buttironi. Ricordato il beato Tomitano e il trasporto del 1994. Presente il sindaco Castellaz.
17 Marzo 2026
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Lunedì 16 marzo, alle ore 20, la Cooperativa sociale Arcobaleno ‘86 ha promosso un incontro nella Sala Riboldi, preceduto da una cena di accoglienza curata da Alessandra e Luca. L’iniziativa si è svolta in un contesto particolare, tra una collezione di circa 700 campane provenienti da 90 Paesi, e ha proposto una serie di interventi accompagnati simbolicamente dal suono di quattro campane, ciascuna legata a esperienze di impegno sociale, lavoro e riscatto.

Ad aprire e chiudere la serata è stato l’atleta e tedoforo Loris Paoletti, dell’Assi di Belluno, che ha suonato la campanella paralimpica, portata di ritorno da Cortina e donata da Ilas Lampadari di Segusino in memoria del fondatore Elio Coppe. Un intervento caratterizzato da energia e partecipazione, che ha segnato i momenti iniziali e conclusivi dell’incontro.

La riflessione è poi proseguita con Miriam Dal Canton che, al suono della campanella donata da don Giuseppe Bernardi, parroco di Tomo (nella foto sotto), ha proposto un approfondimento sull’opera sociale e sull’esempio del beato Bernardino da Feltre o – appunto – Tomitano. In questo contesto è stato ricordato anche il coinvolgimento della comunità di Villa San Francesco, incaricata nel 1994 del trasporto del corpo del beato da Pavia, in occasione dell’ostensione. Per questo don Giuseppe Bernardi ha offerto una campanella della chiesa parrocchiale di Tomo, commentando la serata con queste parole: «Che dono straordinario ieri sera! Una meraviglia vedere la bellezza, la forza, le idee, il coraggio, l’intelligenza, la storia di questo camminare insieme delle comunità. Anche a livello educativo. Grazie molte. Per me è stato un incontro straordinario».

Un ulteriore contributo è stato offerto da Franco Dalla Libera che, accompagnato dai rintocchi di un campanaccio proveniente dalla casa di Ugo Gobbato a Volpago del Montello e donato insieme a Maria Semenzin, ha ripercorso la figura dell’ingegnere Gobbato, evidenziandone l’attività imprenditoriale e il legame con il territorio. Nel suo intervento ha rivolto anche un pensiero agli «Angeli Custodi che cuciono visibile e invisibile».

La serata è proseguita con Enrico Buttironi, presidente della Castello, e Maria Teresa De Bortoli, segretaria del Comitato per la difesa della Fabbrica, che, al suono della campana donata dalla Birreria Pedavena e suonata da Gianni Pasa, hanno ricostruito le fasi del salvataggio e della successiva attività della fabbrica, oggi considerata un esempio per realtà in difficoltà.

A chiudere l’incontro sono stati il presidente della Cooperativa Fabio Dal Canton e il sindaco di Pedavena Nicola Castellaz, che hanno richiamato i temi del «conoscere, fare e sperare» e dell’«umiltà del bene e alla costruttività della pace».

La serata si è conclusa con un brindisi offerto dal presidente della Castello. Gli organizzatori hanno espresso gratitudine per la partecipazione numerosa.

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