Il 4 ottobre 1944 a Menin, una pagina dolorosa che torna alla memoria

L’opuscolo ricostruisce, attraverso testimonianze raccolte dagli autori, gli eventi del 4 ottobre 1944 a Menin, tra incendi, violenze e la morte del partigiano Mario Cecchin.
11 Aprile 2026
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Sabato 18 aprile 2026, alle ore 20, presso l’associazione Il Tasso a Menin di Cesiomaggiore, sarà presentato l’opuscolo Menin 04 ottobre 1944, storia e testimonianze, curato da Diana Schenal, Silvana Vignaga e Gino De Carli. Il lavoro ricostruisce una delle giornate più difficili della comunità di Menin durante la seconda guerra mondiale, attraverso materiali storici e memorie dirette.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, molti italiani ritennero che il conflitto fosse giunto al termine. Le speranze si rivelarono però infondate: già il 13 settembre una colonna di granatieri «Panzer» entrò a Feltre e le autorità italiane vennero progressivamente estromesse. Bolzano, Trento e anche Belluno furono annesse al Terzo Reich come Alpenvorland.

Di fronte alla prospettiva di essere richiamati alle armi o deportati, numerosi giovani scelsero la montagna come via di fuga. Parallelamente, alcune personalità locali tentarono di organizzare forme di resistenza. Tra queste il colonnello Angelo Zancanaro, ufficiale di carriera già in servizio fin dalla prima guerra mondiale. Le attività partigiane – come noto – comportarono reazioni severe: rastrellamenti, incendi, uccisioni e deportazioni segnarono il territorio feltrino per tutto il 1944.

Per Menin, il 4 ottobre rappresentò uno dei momenti più drammatici. Quel giorno i tedeschi incendiarono tre abitazioni e uccisero il partigiano Mario Cecchin. L’opuscolo raccoglie le testimonianze di persone che vissero quegli eventi, tra cui Liliana Gris (figlia del partigiano Oreste Gris), Adele Stach, Gino Maoret, Luciana Vignaga, Gianni Zanella, Giovanni De Bortoli e la moglie Antonietta Cason, oltre a Gino De Bortoli.

Pur essendo trascorsi più di ottant’anni, quel giorno rimase impresso nella memoria dei testimoni, che all’epoca erano ancora bambini. Dalle loro parole emerge la consapevolezza che i tedeschi fossero pienamente informati su quanto avveniva nella zona, e che gli incendi, gli arresti e le uccisioni fossero conseguenze dirette di un controllo capillare del territorio.

L’incontro di presentazione offrirà l’occasione per ripercorrere quelle vicende e riflettere sull’impatto che ebbero sulla comunità locale.

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Una risposta

  1. Complimenti a coloro che si impegnano in queste ricerche sulla storia locale ricostruita con le testimonianze di chi l’ ha vissuta, alla luce della storia ufficiale.Tutto questo permette una lettura più profonda del nostro territorio, affetto e rispetto nei suoi confronti.

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