Eletti, redenti, sigillati: la benedizione che cambia la vita

Dall’inno agli Efesini emerge il cuore della fede cristiana: Dio sceglie, salva e accompagna l’uomo con il dono dello Spirito, chiamandolo a vivere nella speranza.
16 Maggio 2026
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«Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della formazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà, per essere a lode della sua gloria; noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria» (Efesini 1,3-14).

Paolo riassume l’intera opera del Dio uno e trino fiorito nella nostra salvezza attraverso i vv. 3-14 (che nell’originale è un’unica grande frase senza punti). Il pensiero di quello che fa il Signore toglie il fiato! Credo sia proprio questo il motivo per cui Paolo non mette punti in questo brano: è impossibile respirare quando si loda Dio! Infatti quello che il testo fa è semplicemente di ricordarci che siamo stati grandemente benedetti. Ma quali sono queste benedizioni? In questo brano ne vediamo svelate moltissime, ma tutte quante possono essere racchiuse in tre grandi insiemi, da cui poi tutte le altre scaturiscono: elezione, redenzione, sigillo. l’elezione da parte di Dio (v. 4), la redenzione in Cristo (v. 7), il sigillo dello Spirito Santo (v. 13). Questi sono i tre pilastri delle benedizioni di Dio. La nostra storia è racchiusa da queste tre benedizioni: Eletti, redenti/salvati, sigillati.

Paolo redige questa meravigliosa lettera dal carcere di Roma, per spronare le comunità quando viene a sapere di alcuni rischi e difficoltà. Venne informato di comunità in declino… Stavano scivolando, crollando. Non può più aspettare, deve pressarli a correggere le loro devianze. Li scongiura a tenersi stretti a Dio. Ognuno di noi può ritrovarsi in una condizione spirituale e umana come Efeso. Quindi, qual è la cura per queste donne, uomini, famiglie e per noi oggi? Aiutarci a considerare le grandi benedizioni di Dio; tornare alla storia da dove tutto è partito. Paolo non era presente con gli altri apostoli nel momento straordinario dell’ascensione, ma cosa sia l’Ascensione lo ha compreso bene, anzi, lo ha approfondito: Gesù non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo, ma si è fatto più vicino di prima. Se prima era insieme con i discepoli, ora sarà dentro di loro e quindi dentro di noi. Non è andato al di là delle nubi, ma al di là delle forme. È asceso nel profondo delle cose, nell’intimo del creato e delle creature, e da dentro preme verso l’alto come forza ascensionale verso più luminosa vita: il Risorto avvolge misteriosamente le creature e le orienta a un destino di pienezza”. Oggi siamo noi gli efesini, e a noi è affidato lo stesso messaggio, lo stesso impegno di diffondere la benedizione di Dio. Impariamo ad affidare la nostra vita a Lui. La preziosa perla del vangelo non può finire nella soffitta della nostra mente. Non può finire nel congelatore e tirata fuori in base alle necessità. Facciamo sì che la nostra vita sia definita da questa grazia che Dio ci ha concessa; il nostro cammino sia allineato a questa speranza. Affidiamo la nostra intera esistenza a questo potente salvatore che ci ha scelti, chiamati, salvati e accompagnati con la sua benedizione.

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