La montagna che parla: Buzzati, Mazzotti e Zanzotto protagonisti di un anno di eventi

Il progetto "I tre cantori della montagna" sostenuto da importanti realtà istituzionali e culturali, tra cui la Camera di Commercio di Treviso-Belluno, la Fondazione Teatri delle Dolomiti e Banca Prealpi SanBiagio
a cura di Martina Reolon
14 Maggio 2026
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Tra letteratura, montagne e identità culturale prende forma il progetto “I tre cantori della montagna: Buzzati, Mazzotti, Zanzotto tra fantastico, mistero e mito”, un percorso che unisce arte, territorio e memoria collettiva e che si sviluppa sulla scia del 120° anniversario della nascita di Dino Buzzati.

L’iniziativa coinvolge tre figure centrali della cultura del Novecento legate al mondo dolomitico e veneto: Dino Buzzati, Giuseppe Mazzotti e Andrea Zanzotto, in un ideale dialogo artistico tra prosa, poesia e sguardo sulla montagna.

Il programma si articolerà tra maggio e dicembre 2026 nelle province di Belluno e Treviso, attraverso conferenze, incontri, spettacoli teatrali, appuntamenti musicali e lirici. L’obiettivo è quello di raccontare la montagna non solo come spazio geografico, ma come luogo dell’immaginario, della memoria e dell’appartenenza, con un calendario già definito che prevede il 31 maggio a Santo Stefano di Cadore la conferenza dedicata ad Andrea Zanzotto dal titolo “Il paesaggio e la contrada: lo sguardo e la parola in Andrea Zanzotto”.

Nel mese di giugno a Limana il percorso enogastronomico “Tra piatti e parole” dedicato ai tre autori, il 21 agosto a Falcade lo spettacolo teatrale “La montagna presa in giro” tratto da un testo di Giuseppe Mazzotti con replica prevista in autunno a Treviso presso la Fondazione Mazzotti, nell’estate a Cortina d’Ampezzo la lettura scenica del romanzo “Un amore” di Dino Buzzati, il 14 settembre a Belluno la presentazione del documentario “La mia Belluno”, il 16 settembre a Belluno a Palazzo Crepadona gli incontri con Beppe Severgnini e Lorenzo Viganò dedicati a Buzzati e la rappresentazione teatrale “I miracoli di Valmorel”.

E ancora: il 17 settembre la conferenza del professor Alberto Scandola su “Il tempo e lo spazio. Dino Buzzati tra cinema e letteratura”, il 17 ottobre al Teatro Comunale “Dino Buzzati” l’adattamento teatrale “Sette piani”, nell’autunno al Museo Etnografico delle Dolomiti di Seravella una conferenza sulla ricerca etnografica di Giuseppe Mazzotti e al Teatro Comunale “Dino Buzzati” il racconto musicale “Ferrovia Sopraelevata”, tra ottobre e dicembre i progetti teatrali per le scuole secondarie delle province di Belluno e Treviso con “Il segreto del Bosco Vecchio” e “Un amore”, e infine nel dicembre il concerto conclusivo “Omaggio a Buzzati” con l’Orchestra Dolomiti Symphonia e l’Orchestra di Padova con la partecipazione di Miriam Dal Don.

Il progetto è sostenuto da importanti realtà istituzionali e culturali, tra cui la Camera di Commercio di Treviso-Belluno, la Fondazione Teatri delle Dolomiti e Banca Prealpi SanBiagio, con ulteriori collaborazioni in via di definizione.

Il presidente del Circolo Cultura e Stampa Bellunese, Luigino Boio, sottolinea come il progetto rappresenti un importante momento di celebrazione del valore artistico e culturale dei tre autori, che attraverso la prosa, la letteratura e la poesia hanno raccontato la montagna bellunese e il territorio veneto in generale, mettendo in evidenza anche il loro rapporto umano e intellettuale, nato da reciproca ammirazione e divenuto nel tempo una sincera amicizia.

Anche il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza, evidenzia il valore strategico dell’iniziativa, spiegando come la cultura possa rappresentare un motore di sviluppo economico e turistico. Il patrimonio delle Dolomiti viene così interpretato come una risorsa viva, capace di attrarre turismo di qualità e generare nuove opportunità per il territorio, trasformando la capacità di raccontarsi in una vera e propria forza competitiva e identitaria.

L’iniziativa si propone di costruire un ponte tra memoria storica e creatività contemporanea, mettendo in dialogo letteratura, teatro, musica ed ecologia culturale. Un percorso che punta a rafforzare l’identità delle Dolomiti come spazio culturale vivo e condiviso, capace di parlare al presente attraverso le voci dei suoi grandi interpreti.

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