L'Amico del Popolo digitale

L’Amico del Popolo 25 DICEMBRE 2025 - N. 51 10 Testatina È UNA VERA E PROPRIA NARRAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA: I LAVORI AGRICOLI, IL MERCATO, LA CHIESA, L’OSTERIA E LA GIOIA DI ADULTI E BAMBINI L’Amico del Popolo Solidarietà IL PROGETTO GEMMA Che il Natale sia la festa della vita Progetto Gemma è un’adozione a distanza ravvicinata di una donna in attesa di un figlio, gestita dalla Fondazione Vita Nova del Movimento per la Vita Italiano. Attualmente, dodici mamme sono seguite da altrettanti Centri di Aiuto alla Vita (CAV), che le assistono in tutto ciò di cui hanno bisogno. Dal 1994, grazie a Progetto Gemma, sono nati venticinquemila bambini. È possibile contribuire a questi Progetti Gemma anche con piccole somme, destinate direttamente alle donne e ai loro figli. Natale è la festa della partecipazione alla vita, e i CAV italiani, insieme alle loro iniziative collegate, hanno proprio lo scopo di rispondere a chi desidera partecipare alla vita. La prima chiave per superare le difficoltà è avere qualcuno che ascolta e accoglie, perché “nascere è venire alla luce”, ma è anche un avvenimento sociale che riguarda tutti. Ogni essere umano ha bisogno di essere accolto e accompagnato nella propria storia personale e unica. Livio Casagrande È possibile sostenere direttamente mamme e figli. C’è un gesto semplice che, a Natale, può diventare enorme: bussare a una porta e farsi trovare. In questi giorni di dicembre, mentre le luci illuminano le città e le tavole si riempiono di dolci, l’associazione Antenna Anziani ha voluto portare un segno concreto di vicinanza: circa 60 panettoni distribuiti agli assistiti nell’area di Belluno. Un dono discreto, perché ciò che conta non è chi lo offre, ma il messaggio: non sei solo. «A Natale questo sentimento emerge ancora di più», spiega Bruno Bona, vicepresidente di Antenna Anziani. «Le giornate sono lunghe, i parenti a volte sono lontani o passano poco. Allora la compagnia diventa il bisogno principale». L’associazione, che quest’anno celebra 20 anni di attività, si prende cura degli anziani in isolamento, sia nelle case di riposo sia nelle loro abitazioni. Non si tratta di assistenza sanitaria, ma di qualcosa di altrettanto fondamentale: compagnia, ascolto, tempo condiviso. I volontari entrano nelle case, si siedono a un tavolo, ascoltano storie, ricordi, preoccupazioni. Piccoli gesti che aiutano a mantenere lucidità, dignità e senso di appartenenza. Oggi Antenna Anziani conta circa 50 volontari: molti pensionati, altri giovani desiderosi di mettersi in gioco. Uno degli obiettivi è creare un ponte tra generazioni, far incontrare l’esperienza degli anziani con lo sguardo dei più giovani, affinché la fragilità diventi responsabilità condivisa. Tra i volontari c’è Sofia Boaretto Dannhauser, che dedica il proprio tempo a visitare gli assistiti. «Diventi nipote, figlia, confidente», racconta Sofia. «Entrare nelle case delle persone e nelle RSA significa creare legami autentici, fatti di ascolto e presenza». Ricevere una visita, soprattutto a Natale, significa sentirsi meno soli. La solitudine è una realtà diffusa e spesso silenziosa. «A volte basta la presenza. Essere lì», aggiunge Sofia. Ed è proprio qui che Antenna Anziani interviene: presenza, vicinanza, sostegno. Non solo aiuto pratico, ma legami, far sentire ogni persona parte di qualcosa di più grande. «Abbiamo visto tante volte che chi viene spostato in una struttura o in ospedale perde lucidità rapidamente», racconta Bruno Bona. «Restare a casa, con qualcuno che ti dedica tempo, fa davvero la differenza». L’obiettivo è chiaro: aiutare le persone a rimanere nel proprio ambiente, mantenendo intatta la propria storia e autonomia. L’impegno cresce ogni anno, nonostante risorse limitate basate in gran parte sul 5 per mille. Viene BELLUNO - L’impegno di Antenna Anziani contro la solitudine, non solo durante le feste, ma tutto l’anno. ANTENNA ANZIANI - Un gesto semplice contro la solitudine durante le feste Molto più di un panettone Sofia, una giovane volontaria, racconta: «Diventi nipote, figlia, confidente» Un presepe di quasi otto metri e un centinaio di statue per solidarietà. Sarà visitabile fino all’11 gennaio il presepe di “Insieme si può…”, allestito nella sala Don Bosco dell’oratorio di Baldenich. L’opera, completamente artigianale, è frutto della passione e del lavoro di Giorgio Roncada, poeta limanese e storico volontario dell’associazione. «Il presepe rappresenta BELLUNO - U n particolare del presepe di Baldenich. BALDENICH - In oratorio con quasi un centinaio di statue e oltre venti costruzioni «Non solo presepe, ma percorso di pace» Realizzato dal poeta limanese Giorgio Roncada per ‘‘Insieme si può...’’ nel dettaglio una comunità rurale di un paio di secoli fa. Conta oltre venti costruzioni e un centinaio di statue che, più che un presepe, formano una vera e propria narrazione della vita quotidiana: lavori agricoli e artigiani, il mercato, il mulino ad acqua e quello a vento, la chiesetta con il cimitero, l’osteria, la vita semplice ma gioiosa di adulti e bambini» spiega Roncada. «Protagonista è sempre la Sacra Famiglia, che più che mai quest’anno ci parla di pace». Ogni visitatore diventerà parte attiva del percorso: adulti e bambini potranno, infatti, personalizzare un “pacifico”, una delle figure della pace ideate dal mastro giocattolaio Roberto Papetti, che con la carovana ha portato questo cammino simbolico in numerose scuole e associazioni. “Insieme si può…” vuole BELLUNO - Il panettone non parla di abbondanza, ma di attenzione, perché il regalo più grande è il tempo donato. (Foto AI) offerto anche aiuto materiale: bollette, spese condominiali, farmaci non coperti, legna per riscaldare la casa. Bisogni concreti, spesso invisibili. Accanto all’aiuto quotidiano, non mancano momenti di incontro: cene, feste, occasioni semplici in cui volontari e utenti si ritrovano e si riconoscono come comunità. Il panettone diventa simbolo: non solo di festa, ma di cura. Racconta una rete silenziosa fatta di volontari, porte aperte e mani tese. Aiutare una persona a restare nella propria casa significa aiutarla a restare sé stessa. Anche questo Natale, il panettone non parla di abbondanza, ma di attenzione. Perché il regalo più grande non è ciò che si porta in mano, ma il tempo che si decide di donare. Elisa Strano contribuire al progetto con una tappa che dal presepe conduce idealmente fino a Birava, in Congo, dove un centro ospedaliero accoglie ogni anno oltre 5.100 persone di qualsiasi etnia, fazione e nazionalità, soprattutto in questo periodo segnato da un nuovo conflitto sanguinoso. «Non è solo un presepe, ma un percorso di pace. Lo abbiamo realizzato con l’obiettivo di aiutare le perBELLUNO - L e riproduzioni della scatole di medicinali. UN FILO DI SOLIDARIETÀ DA BALDENICH A BIRAVA (CONGO) DOVE UN CENTRO OSPEDALIERO ACCOGLIE OLTRE 5.100 PERSONE OGNI ANNO. sone a dare un significato concreto a questo Natale: le portiamo idealmente in Congo con una carovana di pacifici e un sacco pieno di medicinali salvavita», spiega il direttore Daniele Giaffredo. Grazie al supporto di alcuni volontari, infatti, l’associazione ha realizzato anche delle riproduzioni di scatole di medicinali da aggiungere alla carovana, per rendere ancora più tangibile la possibilità di contribuire con un’offerta all’acquisto di farmaci salvavita e materiale sanitario destinati alla cura delle malattie croniche dell’area e all’assistenza delle vittime della guerra. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e, in particolare, alle scuole e alle classi di catechismo, che potranno concordare una visita della durata di circa cinquanta minuti. DAL 1994 A OGGI GRAZIE AL LAVORO DEL PROGETTO GEMMA SONO NATI 25 MILA BAMBINI. ATTUALMENTE SONO DODICI LE MAMME SEGUITE

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