Sarà inaugurata venerdì 18 luglio alle ore 20.30, presso il Museo Diocesano di Feltre in via Paradiso 19, la mostra Pagine d’Arte. Archetipi e meditazione nei libri di Mimmo Paladino. L’iniziativa, che rimarrà aperta fino al 14 settembre, si inserisce nell’ambito delle attività espositive promosse dal museo e vede la collaborazione delle Edizioni Colophon di Belluno. Alla serata di apertura interverranno Egidio Fiorin, editore, e don Giacomo Mazzorana.
Mimmo Paladino, autore del Palio di Feltre 2025, è già noto alla realtà feltrina: nel 2010 aveva infatti realizzato per il Museo Diocesano l’opera Il valore dell’uomo, in occasione della mostra Il Medio Evo delle Dolomiti. Ospitalità, arte, fede. Proprio questo lavoro sarà riproposto all’interno del nuovo allestimento, accanto a una selezione di libri d’artista realizzati dall’autore nel corso degli ultimi trent’anni.
Tra le opere in mostra figurano Quattro testi sacri per il terzo millennio (1994), con tavole dedicate al Cantico dei Cantici, alla Conversione di San Paolo, alla sura XVI del Corano e alla composizione poetica Il cibo e le sillabe. Saranno esposti anche Cher monsieur Einstein, verehrter Paul Valéry (2020), ispirato allo scambio epistolare tra il poeta francese e lo scienziato nel contesto delle leggi razziali del 1933, e Goerlitz-Stalag VIIIA (2021), pubblicato per l’ottantesimo anniversario della prima esecuzione del Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen, composta in un campo di prigionia nazista. Completa il percorso Etrusco, una serie di ceramiche e tavole che esplorano in chiave simbolica e cromatica l’eredità culturale del popolo etrusco.
Nato a Paduli (Benevento) nel 1948, Domenico Paladino – noto come Mimmo – è considerato uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana. La sua attività spazia dalla pittura alla scultura, dall’incisione alla scenografia, con opere presenti in collezioni internazionali come il Moma e il Guggenheim di New York o la Tate Gallery di Londra.
Accanto alla ricerca estetica, non manca un impegno attento ai temi sociali. Ne sono testimonianza la Porta di Lampedusa. Porta d’Europa, monumento dedicato ai migranti, e le sue Madonne con Bambino ispirate al conflitto di Gaza.
A proposito del proprio lavoro, l’artista ha dichiarato: «La mia filosofia; attraversare i vari linguaggi dell’arte, sia in senso geografico che temporale, con la massima indipendenza tecnica e creativa. Nei miei quadri e nelle mie sculture la figura entra come un archetipo. Rinvia a un passato più o meno lontano. Ma si dà sempre come un insieme di segni che vengono assemblati quasi musicalmente».
I libri d’arte esposti al Museo Diocesano, concessi dalle Edizioni Colophon, costituiscono una parte significativa del suo percorso, espressione di un’energia creativa costantemente rinnovata da quella «innata curiosità che ogni giorno lo spinge a ricominciare, come se fosse la prima volta».











