Campi in erba sintetica con fondi pubblici: l’associazione “Voci Dolomitiche” solleva dubbi

Un appello alle istituzioni per rivedere l’utilizzo dei Fondi Confine destinati alla realizzazione di campi da calcio in erba sintetica con granuli di gomma.
12 Luglio 2025
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L’associazione “Voci Dolomitiche”, in fase di costituzione, lancia un appello alle istituzioni per rivedere l’utilizzo dei Fondi Confine destinati alla realizzazione di campi da calcio in erba sintetica con granuli di gomma. Secondo i promotori, questa scelta contrasta con gli obiettivi di sostenibilità dei fondi stessi, con la normativa europea vigente e con le sempre più numerose evidenze scientifiche sui rischi per la salute, in particolare dei bambini.

I Fondi Confine nascono con l’intento di favorire lo sviluppo economico e sociale delle aree di confine, promuovendo coesione, infrastrutture sostenibili e servizi pubblici. «È implicito – osserva l’associazione – che tali obiettivi vadano perseguiti nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute pubblica». Secondo “Voci Dolomitiche”, però, i finanziamenti per i campi sintetici vanno nella direzione opposta.

Le preoccupazioni si concentrano sui granuli di gomma utilizzati nei campi sintetici, noti per il rilascio di microplastiche. Numerose ricerche indicano che queste sostanze possono accumularsi nei polmoni e nel cervello, causando infiammazioni e alterazioni dello sviluppo neurologico, soprattutto nei soggetti in età evolutiva. La presenza di microplastiche è stata rilevata persino nel meconio dei neonati. «Un ambiente sano e sicuro è il prerequisito per uno sviluppo autentico della comunità», si legge nella nota.

Dal 17 ottobre 2023 è in vigore il Regolamento (UE) 2023/2055, che vieta l’immissione sul mercato di granuli contenenti microplastiche per l’intaso dei campi da calcio. È previsto un periodo transitorio fino al 2031 per l’adeguamento degli impianti già esistenti, ma il divieto riguarda immediatamente i nuovi prodotti. Per l’associazione, finanziare oggi opere che utilizzano materiali già banditi rappresenta «una gestione irresponsabile e inefficiente delle risorse pubbliche».

La critica si estende alla gestione dei fondi, ritenuta poco attenta agli orientamenti normativi europei e alle evidenze scientifiche. “Voci Dolomitiche” chiede che i finanziamenti vengano riorientati verso soluzioni sostenibili e che siano assegnati tramite bando pubblico anche a soggetti privati, includendo i comuni delle province di Trento e Bolzano.

L’associazione, che si propone di dare voce alle comunità locali, sottolinea il bisogno di trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche. «Basta distribuzione fondi a pioggia: è uno spreco di denaro pubblico», affermano i promotori.

“Voci Dolomitiche” si propone come osservatorio civico sul territorio dolomitico, con l’obiettivo di promuovere sviluppo sostenibile e salvaguardia ambientale. Tra le priorità dichiarate vi è la valorizzazione di agricoltura, turismo e artigianato locali, oggi minacciati da una gestione pubblica che l’associazione giudica miope. L’invito è a rivedere le scelte compiute e a ricollocare i fondi in progetti realmente utili alla comunità e conformi alle normative.

L’appello si chiude con la disponibilità a fornire documentazione tecnica e scientifica a sostegno della propria posizione e con l’invito a un confronto pubblico trasparente.

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Una risposta

  1. Mi complimento per i rilievi di questi cittadini, che comprendono quanto sia importante dirigere le scarse possibilità economiche attuali verso progetti di reale sviluppo biosostenibile ed evitare lo spreco delle risorse pubbliche. Avvertirei però anche la necessità che si verificasse se le opere, già realizzate in questi ultimi tempi, soddisfano i criteri esposti: mi spiacerebbe infatti che i ragazzi/e che giocano a calcio subissero danni irreparabili perché un’amministrazione comunale ha arbitrariamente deciso di risparmiare sullo sfalcio dell’erba.

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