L’assemblea degli associati di Confartigianato Imprese Belluno, svoltasi nei giorni scorsi alla Nogherazza di Castion, è stata l’occasione per un confronto sul futuro dell’artigianato e, in particolare, sul tema del passaggio generazionale. A introdurre i lavori è stato il direttore Michele Basso, che ha richiamato l’attenzione su una questione ritenuta decisiva «per combattere lo spopolamento della montagna e mantenere vivo il territorio».
A chiudere l’incontro è stata la presidente Claudia Scarzanella, che ha sottolineato il ruolo dell’associazione nel dialogo con le istituzioni e la politica. «Il futuro inizia da oggi: Confartigianato Imprese Belluno è qui per fare la propria parte, insieme alla politica e a fianco delle imprese artigiane, spina dorsale e identità della nostra provincia», ha affermato, auspicando che la montagna non sia più «Cenerentola ma luogo che genera futuro», attraverso un progetto condiviso.
Nel suo intervento Scarzanella ha ricordato anche la conclusione dell’anno di celebrazioni per il settantesimo anniversario della fondazione dell’Unione artigiana, vissuto come un momento per progettare il domani senza perdere il legame con il passato. «Trovare l’equilibrio perfetto tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra il preservare le radici e aprirsi al mondo, sarà la chiave dell’artigianato del domani», ha detto, ribadendo che «il futuro è nelle nostre mani», a condizione di saper cogliere le opportunità offerte dal confronto con le istituzioni, dalle politiche per la montagna e dai grandi eventi in arrivo.
Per affrontare queste sfide, Confartigianato Imprese Belluno ha scelto di partire da un’analisi dei dati. La fotografia sull’economia e sul lavoro del territorio è stata affidata all’Ufficio studi della Cgia di Mestre e presentata dal segretario Renato Mason insieme al ricercatore Daniele Nicolai. Dal quadro emerge che, nel lungo periodo, il prodotto interno lordo bellunese è cresciuto in linea con le province venete più forti e che il commercio estero ha un peso rilevante, con un saldo tra export e import particolarmente elevato. Mason ha però invitato a non sottovalutare la forte concentrazione dell’export in un solo settore, l’occhialeria, che incide in modo significativo sul valore aggiunto in alcune aree della provincia.
Sul fronte delle imprese, nel 2024 il saldo tra cessazioni e nuove iscrizioni resta negativo, ma dopo anni si registra un aumento delle nuove imprese, tornate a crescere rispetto al minimo del 2020. Tra le nuove iscrizioni, una quota rilevante è rappresentata da imprese artigiane. Le sedi di imprese attive sono poco meno di 13 mila, in prevalenza ditte individuali, con una contrazione più marcata in alcune aree rispetto ad altre. Le imprese artigiane rappresentano circa un terzo del totale provinciale e sono concentrate soprattutto nei settori delle costruzioni, della manifattura, dell’autoriparazione, dei trasporti e dei servizi alla persona.
L’analisi tocca anche la dimensione demografica. La popolazione bellunese è in calo rispetto al 2019, con una riduzione più accentuata nelle aree montane. I giovani sono pochi, mentre cresce la quota di anziani, un dato che si riflette anche sul tessuto imprenditoriale. La maggioranza degli imprenditori ha un’età compresa tra i 50 e i 69 anni, mentre la presenza di under 30 resta limitata, pur risultando leggermente più alta rispetto ad altre realtà.
Riprendendo questi elementi, Scarzanella ha ribadito il ruolo di Confartigianato come «sindacato delle imprese», impegnato a costruire una rete con politica e istituzioni. «La principale sfida è quella dei passaggi generazionali», ha affermato, ricordando che la chiusura di un’attività non comporta solo una perdita economica, ma anche l’interruzione di servizi, competenze e saperi che impoveriscono il tessuto sociale.
All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale con delega alla montagna, Dario Bond, che ha richiamato l’attenzione sui vincoli paesaggistici e ambientali che interessano gran parte del territorio bellunese. «Per installare pannelli fotovoltaici, per ampliare l’azienda, per realizzare progetti… sempre tanti “no” e costi maggiori», ha osservato, chiedendosi quale sia l’impatto di questi limiti in termini di sviluppo e di frustrazione per gli imprenditori. Bond ha inoltre annunciato l’intenzione di rafforzare le risorse dedicate alla montagna e ha proposto l’istituzione di un tavolo provinciale per la sburocratizzazione.
Collegato da remoto, il senatore Luca De Carlo ha riconosciuto «il merito di Confartigianato Imprese Belluno per l’istituzione dell’assessorato regionale alla montagna» e ha confermato l’impegno suo e del Governo «a fianco di Confartigianato per avviare l’iter della riforma della legge quadro sull’artigianato e rilanciare Artigiancassa». Nel suo intervento ha sottolineato anche la necessità di rivedere la legge sulle aree interne e di investire maggiormente in scuola e formazione professionale. «Il capitale umano è quello più prezioso», ha concluso, invitando a rendere l’artigianato più moderno e attrattivo, puntando su innovazione e tecnologia.











