Agnus Dei, il racconto della vita monastica al cinema

Il film, premiato dall’Associazione documentaristi italiani, sarà proiettato il 22 aprile (ore 21) e 24 aprile (ore 17). Racconta il legame tra il monastero di Santa Cecilia a Roma e il Papa.
18 Aprile 2026
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Dopo il debutto all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e la partecipazione a diversi festival internazionali, dal 20 aprile il documentario Agnus Dei di Massimiliano Camaiti arriva nelle sale italiane. Sarà proiettato anche a Feltre, a Officinema, nelle giornate del 22 aprile (ore 21.00) e 24 aprile (ore 17.00).

Presentato nella sezione Biennale College Cinema, Agnus Dei ha ottenuto il Premio Michel Mitrani come migliore opera prima al Fipadoc di Biarritz ed è stato riconosciuto come miglior documentario dell’anno dall’Associazione documentaristi italiani.

Girato nel monastero di Santa Cecilia a Roma, il film segue il rapporto tra una comunità di monache e due agnelli appena nati, affidati alle loro cure secondo una tradizione cattolica. Il racconto si sviluppa attorno ai gesti quotidiani dell’accudimento, mettendo in luce una forma di maternità legata alla vita monastica e alla dimensione della vocazione.

A interrompere il ritmo della vita nel monastero interviene la malattia improvvisa del Papa, che introduce un elemento di tensione tra la dimensione rituale e la contingenza degli eventi.

Il regista Massimiliano Camaiti adotta uno stile essenziale, incentrato sull’osservazione e sull’uso del tempo e del silenzio. «L’approccio al documentario è totalmente laico. Ho cercato di lasciare uno spazio fra la macchina da presa e gli eventi filmati, non parlo di spazio fisico ovviamente, per permettere allo spettatore di creare il proprio personale punto di vista. Osservo quello che succede, senza suggerire nulla», spiega.

Il film è prodotto da Olivia Musini e Giovanna Nicolai per Cinemaundici, in collaborazione con Rai Cinema. La distribuzione è curata da Kinèa Distribuzioni, realtà indipendente impegnata nella promozione del cinema documentario.

«Il cinema del reale è una scelta di campo» – afferma Dario Cangemi, fondatore della società di distribuzione – «Significa investire in un linguaggio capace di raccontare la complessità del presente. Con Agnus Dei inauguriamo il nostro percorso in sala con un’opera che incarna pienamente questa visione: restituire spazio, dignità e centralità a un cinema che nasce dal reale e dialoga con la comunità».

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