Emergenza moto e alta velocità: più controlli e l’ipotesi tutor sulla strada del Vajont. La rassegna di sabato 18 aprile ►VIDEO

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18 Aprile 2026
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In provincia di Belluno cresce l’allarme per l’alta velocità, soprattutto tra i motociclisti, dopo recenti incidenti gravi. In Prefettura è stato deciso di rafforzare i controlli su strade come la SR 251 che porta sul Vajont e valutare l’installazione di un sistema tutor, anche se con tempi non brevi. I dati mostrano un calo degli incidenti, ma si punta comunque a prevenzione e deterrenza. Previsti inoltre miglioramenti alla gestione del traffico e alla segnaletica, soprattutto in caso di emergenze.
La morte di Mukhtar, avvenuta mentre rientrava dal lavoro, ha acceso i riflettori sulle condizioni di molti lavoratori, soprattutto notturni e migranti. I sindacati denunciano precarietà, scarsa sicurezza e mancanza di trasporti adeguati, chiedendo più tutele e interventi concreti. Avviato anche un fondo di solidarietà per sostenere la famiglia del 33enne del Sudan.
Il vescovo di Belluno-Feltre, Renato Marangoni, ha ribadito la necessità di riorganizzare la Chiesa locale di fronte al calo dei sacerdoti, invitando le comunità a collaborare e superare l’idea di parrocchie isolate. Durante un incontro a Paderno, ha sottolineato l’urgenza di unire le parrocchie e condividere responsabilità, in un percorso avviato dal 2018. L’obiettivo è una Chiesa più partecipata e adatta ai cambiamenti della società, nonostante le difficoltà organizzative e culturali.
Nell’Ulss 1 Dolomiti gli screening oncologici registrano buoni risultati nel 2025, con adesioni superiori agli standard regionali: 75% per la mammella, 58% per il collo dell’utero e 57% per il colon-retto. Questi programmi, insieme ai vaccini come quello contro l’Hpv, contribuiscono a ridurre la mortalità, in calo di circa il 20% per alcuni tumori. Resta però margine di miglioramento: gli esperti invitano a partecipare di più agli screening e a puntare sulla prevenzione precoce, fondamentale per individuare lesioni prima che diventino tumorali.
Queste e altre notizie nella rassegna stampa curata oggi da Martina Reolon.



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Una risposta

  1. Le vocazioni alla vita presbiterale non torneranno più ad essere numerose come un tempo, quindi bisogna chiudere le parrocchie e mantenere aperta una sola chiesa per la messa in una vallata oppure sostituire i preti con dei robot e i vescovi con l’AI.

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