Dal collezionismo ottocentesco a oggi: 150 anni del Museo Civico di Belluno

Dal 24 aprile al 25 settembre 2026 il Museo Civico di Belluno celebra 150 anni con nove conferenze su origini, collezionismo e tutela, tra storici dell’arte e istituzioni.
18 Aprile 2026
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Nel 2026 il Museo Civico di Belluno compirà 150 anni. Per segnare questo traguardo, l’istituzione propone una rassegna di incontri che si svilupperà tra aprile e settembre, dedicata alla storia del museo, alle sue collezioni e alle figure che ne hanno accompagnato la nascita e la crescita.

Il Museo Civico di Belluno fu istituito nel 1876 ed è oggi ospitato nell’antica sede di Palazzo dei Giuristi, ristrutturata dopo i danni subiti con il terremoto del 1973. Fin dalle origini, il museo è stato pensato come luogo di conservazione e restituzione pubblica delle memorie cittadine, un patrimonio costruito grazie al contributo diretto delle famiglie bellunesi che, attraverso donazioni, decisero di destinare al bene comune raccolte e oggetti accumulati nel corso dei decenni. Tra i nuclei fondativi spiccano la quadreria del medico bellunese Antonio Giampiccoli e la collezione di bronzetti, medaglie e monete del conte Carlo Miari, entrambe donate al Comune nel 1872 e ancora oggi centrali nelle raccolte civiche.

Nel corso del Novecento il museo ha continuato ad arricchirsi attraverso nuove acquisizioni, sia per donazione sia tramite acquisti mirati, rafforzando il proprio ruolo nella tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio. Non sono mancati, tuttavia, momenti complessi: le due guerre mondiali, con vandalismi e dispersioni, l’incendio del 1936, il terremoto del 1937, i ripetuti riallestimenti e alcuni furti, seguiti talvolta da recuperi fortunate. Tra questi, il più recente riguarda la Madonna di Antonio Solario, una delle opere più rappresentative della collezione Giampiccoli. Un passaggio importante è stato, quasi dieci anni fa, il trasferimento delle collezioni storico-artistiche nella nuova sede di Palazzo Fulcis, che ha aperto una fase diversa nella storia dell’istituzione. Una vicenda articolata, intrecciata a quella della città e della sua comunità, in parte già raccontata e in parte ancora da esplorare.

Proprio a questa storia guarda il ciclo di conferenze organizzato per il 150° anniversario. Gli incontri, in programma tra aprile e settembre 2026, affronteranno temi legati alla nascita dei musei civici, al collezionismo locale, agli artisti presenti nelle raccolte e al ruolo del museo nella tutela del patrimonio.

La rassegna si aprirà il 24 aprile con un incontro dedicato alla nascita dei musei civici nel Veneto dell’Ottocento, affidato a Gian Maria Varanini. Il 15 maggio si parlerà di Osvaldo Monti e del suo ruolo nella fondazione del Museo Civico di Belluno, con interventi di Orietta Ceiner e Carlo Cavalli. Il 22 maggio l’attenzione si sposterà sulle opere venete di Bartolomeo Montagna, tema al centro del contributo di Francesca Meneghetti e Alessandro Martoni, curatori del volume Bartolomeo Montagna. Opere nel Veneto, con introduzione di Carlo Cavalli.

Il 29 maggio sarà dedicato ad Antonio Solario, con una conferenza di Emanuele Castoldi incentrata sui quesiti attributivi e sul percorso di questo pittore itinerante. Il 12 giugno Aurora Frescura approfondirà il tema del collezionismo bellunese nell’Ottocento, mentre il 15 luglio Massimo De Grassi si soffermerà sul rapporto tra Ippolito Caffi e Belluno, dalle collezioni al museo.

Dopo la pausa estiva, l’11 settembre si parlerà dei rapporti tra il Museo di Belluno e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, con Silvia Salvini e Carlo Cavalli. Il 18 settembre Marta Mazza affronterà il tema del ruolo del museo nella tutela del patrimonio culturale del territorio. La rassegna si chiuderà il 25 settembre con un incontro dedicato all’interesse per la preistoria e la protostoria del territorio bellunese, alle origini del museo, con interventi di Anna Angelini e Valentina Donadel.

Attraverso questo ciclo di appuntamenti, il Museo Civico di Belluno invita i cittadini a conoscere più da vicino un’istituzione che da centocinquant’anni custodisce una parte significativa della memoria bellunese.

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Una risposta

  1. Il prezzo del biglietto è un po’ elevato per un museo civico: bisognerebbe che come si trovano mecenati per distruggere i viali cittadini, così ci sia anche chi provvede a mantenere queste prestigiose collezioni.

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