Ponte Serra, dalle ceneri alla rinascita: la sfida vinta da Davide e Debora

18 Aprile 2026
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Di Riccardo Sartor. Storie di chi resta. Sul numero 16 dell’Amico del Popolo cartaceo del 16 aprile 2026, distribuito questa settimana (in abbonamento tradizionale, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’articolo sull’Osteria Ponte Serra di Lamon, rinata due volte: prima dall’abbandono, poi dalle ceneri di un incendio. Una storia di coraggio e ostinazione, ma soprattutto di comunità, dove la solidarietà diventa forza concreta. Perché in queste terre non si resiste da soli: si riparte insieme.

Lungo la strada che collega il Feltrino al Primiero si trova un affascinante edificio del 1860, che si affaccia sulla cascata dell’antica diga di Ponte Serra sul torrente Cismon. È l’Osteria Ponte Serra, frequentato punto di passaggio e ristoro che da oltre un secolo accoglie residenti e turisti.

Nel 2015 l’attività viene rilevata da Davide Pante insieme a sua moglie Debora, che decidono di recuperare la struttura per ridarle nuova vita. «Ristorante e albergo erano chiusi da quarant’anni. C’era solo il bar e l’edificio era in deperimento», ricorda Pante. L’inizio di questa avventura è quasi casuale. «Il bar era gestito da alcuni amici. Scherzando ci invitarono a prendere in mano l’attività e sistemare l’albergo, perché io avevo l’impresa edile e a Debora piaceva il lavoro di barista». Dalla battuta alla decisione il passo è stato breve.

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3 risposte

  1. Posto piacevole gestito in modo egregio con piatti locali abito a Mantova quando passo mi fermo sempre e consiglio di fermarsi ne vale la pena anche x il rapporto qualità prezzo

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