Il gallo cedrone e il fotografo veramente naturalista

Una riflessione sul senso della fotografia naturalistica: «La foto migliore è quella che non lascia traccia del tuo passaggio».
19 Aprile 2026
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Un incontro nel bosco che racconta la biodiversità. È questo il senso dello scatto condiviso da Mario De Marco, di Voltago, che descrive un’esperienza legata alla presenza del gallo cedrone (Tetrao urogallus), specie simbolo di ambienti forestali ancora in buono stato di conservazione.

In questo periodo, spiega l’autore, «si sente nel bosco echeggiare un canto», segnale della presenza dell’animale e, più in generale, di «una biodiversità ancora ottima dei nostri boschi». Il rapporto tra il fotografo naturalista e questa specie viene descritto come qualcosa che va oltre il semplice avvistamento: «non è un semplice incontro, ma un delicato esercizio di diplomazia selvatica».

Un approccio che richiede attenzione e rispetto. In questo contesto, osserva De Marco, la discrezione non rappresenta solo una scelta etica, ma «la necessità di preservare questo equilibrio naturale e fare in modo che la fotografia abbia un valore». Il punto centrale resta infatti la tutela della specie: «la cosa importante è preservare questa specie».

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