Ulss 1 Dolomiti, risultati 2025 degli screening per mammella, cervice e colon-retto

Coperture tra il 56 e il 75 per cento, oltre 40 mila test eseguiti e il coinvolgimento delle farmacie: i programmi di prevenzione confermano adesione e ruolo centrale sul territorio.
18 Aprile 2026
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Sono stati presentati a Belluno ieri, il 17 aprile 2026, i dati relativi all’attività di screening oncologico svolta nel 2025 dall’Ulss 1 Dolomiti. All’incontro hanno partecipato il commissario Dal Ben, il responsabile aziendale degli screening Jacopo Fagherazzi e i referenti clinici dei tre programmi di prevenzione: Giorgio Guazzelli per lo screening del collo dell’utero, Laura Renon per quello mammografico e Anna Giacomin per il colon-retto.

Nel corso della presentazione l’attenzione si è concentrata sui valori di copertura, considerati un indicatore centrale per valutare l’adesione della popolazione agli inviti del servizio sanitario. I dati del 2025 mostrano livelli di partecipazione complessivamente elevati e una risposta stabile da parte dei cittadini.

Per quanto riguarda lo screening mammografico, rivolto alla popolazione femminile residente tra i 50 e i 74 anni, nel 2025 è proseguita anche l’estensione graduale alla fascia 45-49 anni, avviata a marzo. Il tasso di copertura ha raggiunto il 75%. Nel corso dell’anno sono state eseguite 14.466 mammografie; 810 donne sono state richiamate per esami di approfondimento di secondo livello, come tomosintesi ed ecografia. Gli interventi chirurgici effettuati sono stati 140, con 55 diagnosi di lesioni tumorali.

Lo screening del collo dell’utero interessa le donne residenti tra i 25 e i 64 anni e prevede modalità diverse in base all’età e allo stato vaccinale. Le donne vaccinate contro l’Hpv entro i 15 anni iniziano il percorso a 30 anni, mentre per le non vaccinate è previsto il Pap test ogni tre anni a partire dai 25 anni. Dai 30 ai 64 anni viene invece proposto il test Hpv con cadenza quinquennale. Nel 2025 la copertura si è attestata al 58%, in linea con la media regionale. I test di primo livello eseguiti sono stati 6.561. Durante l’incontro è stata richiamata l’importanza della vaccinazione Hpv, sia nei giovani sia nelle donne oltre i 26 anni.

Per lo screening del colon-retto, rivolto alla popolazione tra i 50 e i 69 anni, nel 2025 si è completata l’estensione fino ai 74 anni, con la chiamata attiva anche dei settantaquattrenni. La copertura ha raggiunto il 56,7 per cento. Nell’anno sono stati effettuati oltre 20.850 test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e 1.750 colonscopie di screening. Un contributo rilevante è arrivato dalle farmacie, con 73 strutture aderenti su 76 nel territorio, che hanno consentito una distribuzione capillare dei test. Le lesioni riscontrate sono state 41.

In chiusura della presentazione, il commissario Dal Ben ha sottolineato il ruolo della prevenzione secondaria per la salute pubblica, ricordando che «i programmi di screening oncologico, attivati ormai da circa 30 anni, rappresentano un esempio concreto di percorso preventivo e diagnostico-terapeutico d’eccellenza». Ha inoltre evidenziato come, grazie a queste attività, si sia registrato «un progressivo consolidamento della riduzione della mortalità per cancro alla mammella e al colon-retto di circa il 20%», ribadendo che aderire allo screening «è una scelta che può letteralmente salvare la vita».

Le informazioni sui programmi di screening sono disponibili sul sito dell’Ulss 1 Dolomiti.

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