Oltre 100 progetti nel 2025, “Insieme si può…” approva il bilancio sociale

Nel Bellunese sostenute 203 famiglie e 91 studenti. Attivi 835 volontari e oltre mille collaboratori. All’estero 96 interventi, con 1.781 bambini coinvolti nel sostegno a distanza.
a cura di Davide Fiocco
21 Aprile 2026
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L’assemblea dei gruppi dell’associazione “Insieme si può…” ha approvato il bilancio sociale relativo al 2025. Il conto economico supera i 2,3 milioni di euro (2.317.808,43 euro), ma l’organizzazione sottolinea soprattutto la dimensione sociale delle attività, sviluppate in 29 Paesi attraverso 102 progetti.

Ad aprire l’incontro, svoltosi nel pomeriggio di domenica 19 aprile, è stato il presidente Daniele De Dea, che ha richiamato il valore dei risultati raggiunti: «I numeri ci dicono che la strada è quella giusta e, se è vero che non mentono, allora dobbiamo non solo guardare a quelli che parlano di euro, ma anche cercare quelli che parlano di storie e di speranza. Con questi numeri possiamo cambiare le storie di tanti: immaginate se ogni Stato destinasse alla cooperazione quanto spende in armamenti: avremmo finalmente la pace».

Accanto ai dati economici, emergono quelli legati alla partecipazione: 835 i volontari attivi in 52 gruppi, che superano quota mille considerando le collaborazioni occasionali; a questi si aggiungono 14 dipendenti tra Italia e Uganda, 32 collaboratori locali nel Paese africano e oltre 300 stakeholder tra associazioni, enti e partner.

Nel corso dell’anno, l’associazione ha operato sia in Italia sia all’estero, con 96 progetti internazionali e 6 nazionali. Le attività si distribuiscono in diversi ambiti, con una prevalenza dell’area “istruzione, formazione e sviluppo umano”, che rappresenta il 43% degli interventi. Seguono i progetti dedicati all’infanzia (21%), quelli locali (9%), le iniziative legate all’acqua (7%), alla salute (5%), al cibo e alla sicurezza alimentare (5%) e alle emergenze (4%). L’Uganda resta il principale Paese di intervento, seguita dall’Italia e da altre aree tra America Latina, Asia, Africa ed Europa. In quest’ultimo contesto rientra anche il sostegno alla popolazione ucraina, con una nuova missione umanitaria in partenza verso Kiev.

Il direttore Daniele Giaffredo ha evidenziato l’approccio dell’associazione, orientato a coniugare risposte immediate e prospettive di lungo periodo: «L’associazione punta tanto a sostenere i bisogni immediati, ma con un senso di prospettiva che si rispecchia nei progetti di istruzione, formazione e sviluppo umano. Non si tratta solo di costruire scuole e progetti scolastici per bambini e ragazzi, ma è un fare in modo che tutti, a qualsiasi età, possano ricevere una formazione che dia loro la capacità di costruire un futuro per sé, la propria famiglia e la comunità».

Sul territorio bellunese, nel 2025 i progetti locali hanno coinvolto 203 famiglie, oltre 600 persone, distribuite in 30 comuni. Un’attenzione particolare è stata dedicata al sostegno scolastico, con 91 studenti supportati attraverso contributi per mensa, trasporto, materiale didattico e attività educative. La responsabile dei progetti locali, Francesca Gaio, ha sottolineato il significato di questi interventi: «È un ambito fondamentale perché crediamo che la scuola sia il viatico per il riscatto di intere famiglie, qui e nel Mondo. L’idea di fondo è che ogni giovane possa frequentare il proprio percorso educativo e lo possa fare alla pari dei compagni: non vogliamo offrire loro qualcosa di diverso, ma evitare che si sentano discriminati in un luogo di inclusione come la scuola».

Le attività dell’associazione si basano su una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, terzo settore, donatori privati e aziende, tra cui Lattebusche, Confcooperative Belluno Treviso, CortinaBanca, Clivet, Fondazione OneSight di Luxottica e la Maratona dles Dolomites, oltre al contributo dei gruppi locali.

A livello internazionale, tra le iniziative più rilevanti resta il sostegno a distanza, che nel 2025 ha riguardato 1.781 bambini in 12 Paesi. Nonostante un calo complessivo, le 35 nuove adesioni registrate durante l’anno indicano una continuità nell’interesse verso questo strumento, considerato dall’associazione un mezzo concreto per favorire percorsi di crescita e inclusione.

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