C’è un nuovo Amico. Sul numero 17 dell’Amico del Popolo di carta del 23 aprile 2026, distribuito questa settimana (in abbonamento tradizionale, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’approfondimento dedicato al futuro urbanistico di Belluno, a partire dal “caso via Feltre”. Acquista e sfoglia L’Amico del Popolo classico, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze. Chiedi info a segreteria@amicodelpopolo.it

Sono nata e cresciuta a Belluno e oggi vivo e lavoro a Copenaghen come architetto urbano presso Gehl. Questo significa guardare la mia città con uno sguardo duplice: quello affettivo di chi la conosce da sempre e quello professionale di chi ogni giorno lavora su progetti di strade, piazze e quartieri in contesti internazionali e in continuo mutamento.
La donazione destinata alla riqualificazione di Via Feltre rappresenta una possibilità rara. Non si tratta semplicemente di rifare una strada, ma di ridefinire uno degli accessi principali al centro storico e, in un certo senso, di decidere che tipo di città Belluno vuole essere nei prossimi anni.
Quello che colpisce nel progetto attuale è che la strada viene ancora interpretata soprattutto come infrastruttura per il traffico, mentre oggi in molte città europee si parte da un principio diverso: la strada è prima di tutto uno spazio pubblico. Non significa eliminare le auto, ma ridisegnare le priorità.
Se penso a come potrebbe essere Via Feltre, la immagino (…)
Giulia De Negri
Gamba tira dritto. Dopo il 1° maggio partono i lavori
Fermarsi per avere il tempo di ripensare il progetto di rifacimento di via Feltre. Avanti «come rulli compressori», come ha detto il vicesindaco di Belluno Paolo Gamba. Sono queste le due posizioni, al momento, inconciliabili, che si fronteggiano in città dopo l’abbattimento, lo scorso 14 aprile, di 45 dei 147 tigli di via Feltre.
Da una parte ci sono le minoranze consiliari che nel corso degli anni hanno più volte chiesto quali fossero le intenzioni dell’amministrazione per riqualificare la via. Con loro anche Italia Nostra, Fiab e numerosi cittadini. Dice una signora che abita in via Feltre: «C’è qualcuno che si è comprato un pezzo di città e ci fa quello che vuole. E tutto è accaduto senza alcuna condivisione». L’accusa di mancata partecipazione ricade sull’amministrazione che, anche in consiglio comunale, ha tenuto nascosto il progetto comunicandolo quando ormai la macchina non solo era partita, ma risultava impossibile da fermare.
Dall’altra parte, la maggioranza che governa a Palazzo Rosso e altri cittadini plaudono al progetto «perché via Feltre aveva bisogno di essere sistemata». Le ragioni? I sottoservizi compromessi dalle radici che hanno deformato a tal punto i marciapiedi da impedirne la percorribilità da parte di carrozzine, anziani o disabili; o i tombini intasati dalle foglie. «Quel viale (…)
Giovanni Santin
Mussoi senza rispetto per pedoni e bici. Ma ci sarebbe lo spazio per convivere

A proposito di ridisegnare le priorità dentro gli spazi urbani. A proposito di ripensare le strade come spazi pubblici, prima che arterie di traffico veicolare. A proposito di via Feltre e non solo.
Belluno, Mussoi. La strada (l’unica) che collega il quartiere da quattromila abitanti con il centro storico è un nastro d’asfalto totalmente pensato per le auto e per i mezzi pesanti. L’attenzione ai pedoni è quasi zero: sul lato delle caserme il marciapiede presenta addirittura alcune scalinate, barriera insuperabile per una carrozzina, per un passeggino o per un anziano con difficoltà di deambulazione; sul lato delle abitazioni (numerosi condomìni sono prospicenti) lo spazio per chi cammina è stretto, pesantemente sconnesso e più basso del piano rotabile. Il cordolo di pietra che separa il marciapiede dalla strada è addirittura ‘‘sprofondato’’ dentro gli strati d’asfalto; i lampioni sono in gran parte collocati verso la carreggiata e riducono lo spazio per chi va a piedi, soltanto alcuni dei pali sono stati sostituiti e posizionati al margine esterno, dove non sono di ostacolo.

Ma attenzione: non è un problema di manutenzione. Non si tratta di trovare i soldi per dare un’asfaltata al marciapiede. Si tratta di ridisegnare gli spazi di fruizione di quell’asse stradale, neanche tre chilometri di attraversamento urbano fra abitazioni, scuole, negozi, un supermercato, la farmacia, esercizi (…)
Luigi Guglielmi
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Una risposta
Anche ingeneri siete…. Però…..