Un modo diverso di accompagnare la nascita, più vicino alla dimensione domestica senza rinunciare però alla sicurezza dell’ospedale. Da oggi all’Ospedale di Feltre è attiva la Casa da Parto all’interno dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia: un modello organizzativo, più che un locale fisico, che prevede la gestione della gravidanza a basso rischio da parte delle ostetriche, mantenendo un approccio il più possibile naturale ma con tutte le garanzie dell’ambito ospedaliero.
Il modello si regge su tre pilastri: umanizzazione della nascita, rispetto dei tempi del corpo e continuità assistenziale, senza lasciare mai sola la donna. L’obiettivo è restituire centralità alla famiglia, integrando il calore di un ambiente domestico con la protezione della struttura sanitaria, anche grazie alla vicinanza con il punto nascita tradizionale.
La Casa da Parto è gestita in autonomia da un team di ostetriche con almeno cinque anni di esperienza e formazione continua anche nella gestione delle urgenze. Gli spazi sono pensati per somigliare più a una casa che a un reparto: c’è una vasca per il travaglio e il parto in acqua, la “Family Room” con letto per il partner e un ambiente curato nei dettagli per favorire tranquillità e intimità. Al centro c’è la cosiddetta “zero separation”: il neonato resta sempre con i genitori fin dai primi momenti.
Il percorso inizia dalle prime settimane di gravidanza, con controlli mensili e una verifica attorno alla 34ª settimana per confermare che tutto proceda senza rischi; durante il travaglio ogni donna è seguita da un’ostetrica dedicata e il supporto continua anche dopo il rientro a casa. Il servizio è gratuito e aperto a tutte le donne che rientrano nei criteri di basso rischio. Per informazioni è attivo l’indirizzo ostetriciaginecologia.fe@aulss1.veneto.it.











2 risposte
Perché usate termini inglesi?
Nella medicina vi sentite anglosassoni?
Un ritorno al passato, quando i bambini/e nascevano in casa, attorniati dall’affetto dei familiari, mentre poi con l’ospedalizzazione si sono perdute tante valenze umanizzanti il lieto evento e la prole è stata considerata il prodotto (da accogliere o da rifiutare) della tecnica medica. In questo modo invece la corsia di ospedale assicura ancora professionalità sanitaria, permette il risparmio delle risorse mediche e consente un ambiente e un clima più umani. E in un tempo di carenza di professionisti risolve anche questo problema.