«No all’aumento delle tariffe di Sedico Servizi, in particolar modo delle rette in casa di riposo». A dirlo con forza è il gruppo consiliare di opposizione «Sedico con Gioia». «Nel corso del consiglio comunale del 30 dicembre scorso avevamo evidenziato che gli aumenti in Rsa avrebbero avuto un ampio impatto economico sugli ospiti, in particolar modo sui nuovi ingressi nel 2025», ricorda la capogruppo Gioia Sacchet, che mette nero su bianco anche alcuni dati: «Concentrandoci solo sugli ospiti residenti e se consideriamo gli ospiti in possesso di impegnativa di residenzialità, chi è già in struttura dal 2024 vedrà i seguenti aumenti: il profilo uno (assegnato alle persone che hanno un maggiore grado di autonomia e quindi un minor livello di assistenza) passerà da 44 a 47 euro al giorno; i profili dall’uno al nove da 46 a 49 euro al giorno; quelli dall’undici al quindici da 54 a 58 euro al giorno. Infine, i profili sedici e diciassette (che indicano gli ospiti bisognosi di maggiore assistenza) da 56 a 60 euro al giorno. Queste modifiche originano 1.095 euro di aumenti annui per i profili dall’uno al nove e di 1.460 per quelli dall’undici al sedici». Se, invece, si prendono in considerazione coloro che entreranno in struttura nel 2025, «per i quali verrà applicata una tariffa unica di 60 euro al giorno, la maggiorazione annua, mantenendo la ripartizione dei precedenti profili, sarà rispettivamente di 5.840, 5.110, 2.190 e 1.460 euro. In sostanza tutti i profili in un anno pagheranno 21.900 euro».
«Ma la vera batosta arriverà per coloro che non hanno l’impegnativa», continuano dal gruppo. «La tariffa unica per nuovi ingressi residenti è di 75 euro al giorno, corrispondenti a 27.375 euro annui. Non saranno esenti dall’incremento dei costi neanche le persone ospiti della struttura dal 2024: gli aumenti sono considerevoli e vanno da 1.460 a 2.555 euro all’anno». «Il nostro gruppo consiliare è davvero preoccupato», aggiungono. «Questi incrementi di fatto ricadono sulle famiglie e sulla fascia più debole della popolazione, ovvero quella degli anziani autosufficienti e non che necessitano di essere inseriti in una casa di cura». «L’incremento è stato giustificato dalla maggioranza con le variazioni del contratto Uneba per gli oss (peraltro ancora in fase di definizione al momento dell’approvazione delle tariffe) e si è parlato di un accantonamento necessario per una possibile controversia», concludono. «Siamo sicuramente favorevoli al fatto che gli operatori socio-sanitari siano equamente stipendiati, vedendo anche il delicato lavoro che svolgono tutti i giorni, ma perché riversare questi costi (peraltro ancora incerti) totalmente sulle famiglie? Non c’era la possibilità di agire coprendo parzialmente le tariffe dei residenti con altre risorse?»










