Il legame tra sport e impresa è stato al centro dell’incontro «Fare squadra per fare impresa», promosso venerdì 27 febbraio dal Gruppo Giovani di Confcommercio Venezia e ospitato al Gran Caffè Tiziano, nel cuore di Pieve di Cadore. Circa sessanta imprenditori provenienti da varie zone del Veneto hanno partecipato alla giornata di lavori, pensata come occasione di confronto su come i valori dello sport possano tradursi in strumenti utili per il mondo del lavoro. Un tema particolarmente sentito in un territorio che, dopo aver accolto le Olimpiadi a Cortina d’Ampezzo, è ora proiettato verso le Paralimpiadi.
Aprendo i lavori, il presidente del Gruppo Giovani, Emanuel Baldo, ha spiegato le motivazioni dell’iniziativa: «Abbiamo voluto questo incontro per fermarci a riflettere su un parallelo fondamentale: l’imprenditore, esattamente come l’atleta di alto livello, non raggiunge il traguardo da solo». Baldo ha ricordato come il successo, nello sport come nell’economia, derivi da un equilibrio tra competenze tecniche, gestione della pressione e capacità di lavorare all’interno di una squadra coesa. «In un’epoca di mercati rapidi e complessi, la resilienza non è più solo una dote individuale, ma un valore collettivo», ha aggiunto, sottolineando la volontà di avviare un percorso di confronto che tocchi diverse aree della regione.
La mattinata si è concentrata sugli aspetti legati alla performance e al benessere psicofisico. Martina Festini, psicologa clinica e dello sport, ha affrontato i temi della gestione dello stress, delle dinamiche di gruppo e delle tecniche per prevenire il burnout, proponendo anche alcune esercitazioni pratiche. Accanto a lei è intervenuta Francesca Giopp, biologa nutrizionista e divulgatrice scientifica, che ha analizzato i legami tra alimentazione, produttività e rendimento, mettendo in relazione le strategie adottate nello sport con quelle utili per la vita professionale.
Il filo conduttore della giornata – preparazione, leadership e resilienza – è stato ripreso nel pomeriggio durante una tavola rotonda dedicata ai diversi modi in cui lo sport può diventare un modello per affrontare le sfide imprenditoriali. Moderato dalla giornalista Natasha Tazzara, il confronto ha coinvolto figure provenienti da discipline e percorsi differenti: Giorgio De Bettin, atleta olimpico e commissario tecnico della nazionale di hockey; Alessio Cremonese, titolare di Sportful; Alessandro Mazzoleni Ferracini, dello staff tecnico nazionale del pattinaggio di velocità; Silvia Vecellio, imprenditrice, allenatrice e atleta di Dolomiti Nuoto; Francesco Da Vià, maglia azzurra Endurance; la biatleta Ilaria Scattolo; oltre alle stesse Festini e Giopp.
Tra i temi affrontati: il ruolo della leadership, l’importanza della visione e della preparazione, la capacità di gestire l’errore e il valore della fiducia all’interno di un team. La sintesi emersa dalla giornata richiama ancora una volta il parallelismo tra sport e impresa: «Le Olimpiadi e le Paralimpiadi – è il messaggio uscito dalla giornata – lasciano un’importante eredità in termini di movimento sportivo e di infrastrutture. Ma c’è un altrettanto rilevante lascito in termini culturali e d’insegnamento».
I valori sportivi, è stato ricordato, rappresentano un patrimonio utile anche al mondo del lavoro: collaborazione, condivisione, impegno e capacità di fare rete. «Non si vince mai da soli, ma sempre insieme», è uno dei concetti ribaditi durante il confronto. In questa prospettiva, lo sport diventa non solo protagonista sulle piste e nei palazzetti, ma anche un modello per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide professionali e imprenditoriali del territorio.












