Dieci anni di fusione per il comune di Val di Zoldo. Era il 31 marzo 2015 quando, in seguito al voto della popolazione, è stato annunciato il nome del nuovo Comune, nato nel gennaio seguente dalla fusione di Forno di Zoldo e Zoldo Alto. Un’unica municipalità, al servizio inizialmente di circa 3.300 abitanti, oggi diventati 2.890, da Forno a Pecol, un’area di 147 km2. Un rischio per alcuni, un’azione necessaria per altri, ma per tutti una sfida.
«È nato il nuovo comune della Val di Zoldo. Non ho parole», aveva esultato commosso l’attuale sindaco Camillo De Pellegrin in seguito alla lettura degli scrutini nella notte tra il 17 e il 18 gennaio del 2016.
Ad oggi, ribadisce con fermezza la stessa posizione di allora: «Credo sia una delle migliori fusioni, una delle più riuscite», ha commentato De Pellegrin. «Erano due aree omogenee dal punto di vista identitario e anche di comunità, un territorio che doveva essere messo insieme».
Ma cosa ha portato l’unione dei due comuni zoldani?
«Intanto 7 milioni di risorse economiche introitate prolungate per altri 7 anni» ha spiegato De Pellegrin riferendosi al contributo statale prorogato inizialmente per cinque anni ai quali se ne aggiungono altri due da quest’anno. «Poi, se dovessimo fare uno dei tanti esempi, senza fusione avremmo dovuto chiudere la nostra Casa di riposo. È grazie ai fondi di confine (prima della fusione accessibili solo al Comune di Zoldo Alto, confinante con Taibon, ma non Forno di Zoldo, dove la struttura si trova), che abbiamo potuto realizzare i lavori che la Regione ci richiedeva per conformarsi alla normativa. Sono 5 milioni e 400mila euro che ci hanno permesso di ampliare il Centro servizi A. Santin, una realtà che serve a tutti, dalla parte alta a Forno, e che dà lavoro a molte persone».
Altri interventi? «La navetta comunale, i parchi, il parcheggio a Fusine. Molti avevano paura che Zoldo Alto sarebbe stato fagocitato da Forno, invece (escludendo la Casa di riposo) posso dire che abbiamo investito quasi di più nella parte alta del Comune».
E guardando al futuro? «A maggio si partirà col rifacimento del tetto dello stadio del ghiaccio.»
Anche questo è legato alla fusione? «Certo, perché bisogna considerare la politica in prospettiva. La fusione ci permette di mettere da parte delle risorse che poi servono per cofinanziare progetti importanti come questo».
Il sindaco ha concluso: «La fusione ha anche portato una maggiore centralità della Val di Zoldo nelle scelte della Provincia. Bisogna chiedersi: come sarebbe Zoldo ora se non ci fosse stata la fusione?»
di Silvia De Fanti













Una risposta
Sicuramente migliore, caro sindaco.