Contro il Parkinson, una malattia neurodegenerativa progressiva che può entrare nella vita di chiunque cambiando equilibri e quotidianità, diventa fondamentale informarsi, confrontarsi e trovare punti di riferimento sul territorio.
In quest’ottica l’Associazione Parkinson Alto Bellunese, con il patrocinio del Comune di Ponte nelle Alpi, organizza per sabato 18 aprile 2026 alle ore 15, presso la sala Sassoli (ex Casa Rossa) di Ponte nelle Alpi, un incontro-dibattito dedicato al Parkinson.
Interverranno il professor Ernesto Gastaldo, neurologo e direttore dell’Unità operativa complessa di Neurologia dell’ospedale di Feltre, e il dottor Renzo Gaz, fisioterapista esperto nelle disfunzioni del sistema di movimento e nella riabilitazione geriatrica.
Questa è solo una delle iniziative dell’associazione che da anni si propone come punto di riferimento per le persone affette da Parkinson e per le loro famiglie nel territorio dell’Alto Bellunese, promuovendo informazione e supporto e iniziative per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra le attività: incontri con specialisti, momenti di confronto e programmi di esercizio fisico mirati.












2 risposte
Ci saranno altre date di incontro
Salve
A mia moglie è arrivato il Parkinson a 43 anni.
Per una corretta diagnosi, tra Belluno e Feltre, ci sono voluti 2 anni.
Nessun medico si è preoccupato del lato psicologico né di mia moglie, né mio, né dei nostri figli.
Dopo 10 anni di malattia mia moglie è molto peggiorata, e per altri 2 anni è peggiorata ancora ed è finita in sedia a rotelle.
Da soli abbiamo scoperto che poteva fare un intervento al cervello chiamato DBS.
Siamo andati prima a Milano, troppa gente in lista, poi ad Udine dove, all’ultimo momento, ci hanno detto di no.
Poi su interessamento del dottor
Zambito Marsala che ringrazio, ex neurologo all’ospedale di BL, siamo andati all’ospedale All’Angelo di Mestre.
Intervento riuscito, elettrodi nel cervello e pacemaker in una tasca sottopelle per dare elettricità alla ghiandola cerebrale ormai morente.
Mia moglie da allora è tornata, con zoppia, a camminare. Gran parte di questi 14 anni li abbiamo passati sentendoci sottovalutati dai medici, che prescrivevano farmaci senza tener conto degli aspetti psicologici della paziente e dei suoi familiari.