A Trichiana, nel comune di Borgo Valbelluna, lungo la strada che conduce a Sant’Antonio, una nuova opera di street art cattura da alcuni giorni lo sguardo dei passanti. Il dipinto, realizzato su una cabina elettrica, raffigura una bambina seduta su una pila di libri, immersa nella lettura, mentre attorno a lei sbocciano papaveri rossi che riempiono la scena con un forte impatto visivo ed emotivo.
L’intervento, finanziato dall’amministrazione comunale e promosso anche grazie alla spinta di un gruppo di cittadini, si inserisce nel progetto “Cabine d’Autore” di E-distribuzione, iniziativa che punta a coniugare sostenibilità, innovazione e valorizzazione del territorio. Le cabine secondarie, da semplici infrastrutture elettriche, vengono così trasformate in vere e proprie tele urbane, contribuendo alla riqualificazione degli spazi e all’integrazione estetica nel paesaggio.


Il progetto coinvolge numerosi artisti e writer italiani, che con le loro opere stanno progressivamente trasformando le città in musei a cielo aperto: sono ormai centinaia gli interventi realizzati lungo tutta la penisola.
A Trichiana, la scelta del soggetto è fortemente legata all’identità locale. «L’intento dell’amministrazione era individuare un’immagine capace di racchiudere l’essenza culturale del paese», spiega l’assessora alla cultura Chiara Scarton. «La bambina rappresenta il futuro ed è immersa nella lettura, a sottolineare il legame con il mondo del libro: dal 1974 Trichiana è infatti riconosciuto come “Paese del Libro”, titolo che richiama la storia dei fratelli Cortina, originari del luogo e affermati librai a Milano».
I papaveri rossi, simbolo di libertà, evocano invece la memoria della Resistenza e la figura di Tina Merlin, originaria di Trichiana, a cui l’opera rende omaggio nell’anno del centenario della nascita.
«Si tratta di un’immagine dal forte valore simbolico: solo poggiando su solide basi culturali, costruite attraverso la lettura e lo studio, è possibile custodire e difendere la libertà conquistata», aggiunge l’assessora. «Un ringraziamento va all’artista Diego Montagner, che ha saputo tradurre con sensibilità e precisione l’idea iniziale, donando alla comunità un’opera capace di comunicare un messaggio universale».









