Bauco, bacucco, imbacuccato e burqa

L'arabo barqu / burqu ci ha raggiunto due volte, a distanza di secoli. E poi c'è il profeta Habacuc
26 Aprile 2026
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Un caro amico muratore mi ha insegnato che pitura e stuco imbroia l bauco. All’occhio, dunque!

Attenzione anche a non fare confusione, perché parole dal suono molto simile hanno in realtà origini e significato molto diversi. E ancora una volta per spiegarle andremo in Oriente.

Dispiace per lui, ma è proprio il nome del profeta ebraico Habacuc, spesso rappresentato come un vecchio con la lunga barba bianca, ad aver dato origine alla parola bacucco. L’espressione che in veneto suona vecio bacuco si trova in molti dialetti italiani (Corsica compresa) e corrisponde, per dirla “in lingua”, a vecchio bacucco, vecchio come il cucco (in pratica sarebbe: «vecchio come Habacuc»). Povero il profeta: l’aggettivo bacucco, così come come bauco o bauch (anche sostantivato), significa «molto vecchio» ma anche «rimbambito», «sciocco», «istupidito», partendo impietosamente dall’immagine di un anziano che abbia un po’ perduto il lume della ragione. Da Habacuc / bacucco vengono il veneziano e veronese baucar «fare il minchione», annota Angelico Prati, così come il veronese imbaucare «incantare, imbalordire» da cui imbaucà «incantato, stupidito».

Però se incontriamo una persona «imbacuccata» non la riteniamo anche «rimbambita». Come mai questa differenza?

Perché c’è un’altra parola bacucco, che suona nello stesso modo ma non c’entra col profeta né con la vecchiaia né con il rimbambimento. Per Giovan Battista Pellegrini il bacucco con cui ci imbacucchiamo viene probabilmente dall’arabo barqu, indumento tipico dei beduini, che si affianca al più comune burqu e indica un panno che si avvolge anche sul capo per coprirlo insieme con il corpo, una specie di cappuccio che nasconde anche una parte del volto, in origine un capo di abbigliamento tipicamente femminile. Viene in mente nulla? Sì, è il burqa.

Afghanistan, due donne con il burqa (Steve Evans, Wikimedia)

Troviamo imbacuccarsi nei testi italiani fin dal Cinquecento, anche per significare «camuffarsi», «coprire il capo per non essere riconosciuto», oltre che per difendersi dal freddo. Viene in mente un certo modo dei giovani, oggi molto comune, di portare il cappuccio della felpa calato fin sugli occhi. «Si tratta dunque», chiarisce Pellegrini, «di un velo che serve a occultare la faccia della donna e che poteva essere ben noto ai nostri commercianti medievali i quali avevano continui rapporti col Magreb e con l’Oriente».

Insomma l’arabo barqu / burqu ci ha raggiunto due volte, a distanza di secoli: nel medioevo, portato forse dai mercanti e italianizzato in bacucco; negli ultimi due o tre decenni, quando abbiamo imparato a conoscere l’uso degli arabi che vuole le donne vestite con il burqa.

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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2 risposte

  1. Quando ero bambino, per me il “banco’ era la pietra pomice a forma di topolino che tenevamo in bagno. Chissà perché…

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