Importante riconoscimento per l’Ospedale San Martino, dove l’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia ha ottenuto l’accreditamento ufficiale come centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle patologie funzionali dell’apparato digerente.
Il titolo è stato conferito dalla Società italiana di Neurogastroenterologia e Motilità (Singem) al termine di un rigoroso percorso di valutazione che ha certificato l’elevata qualità clinica, tecnologica e organizzativa della struttura bellunese. La consegna ufficiale è avvenuta a Roma, nell’ambito del Congresso Nazionale delle Malattie Digestive (Fismad) 2026, svoltosi dal 16 al 18 aprile, uno dei principali appuntamenti scientifici del settore.
A ricevere il riconoscimento è stato il direttore della Gastroenterologia del San Martino, Bastianello Germanà. «Le patologie trattate – tra cui sindrome dell’intestino irritabile, malattia da reflusso gastroesofageo, disturbi motori dell’esofago come l’acalasia e l’incontinenza fecale – rappresentano una sfida sanitaria di grande rilevanza. Alcune di queste condizioni interessano tra il 10% e il 20% della popolazione adulta, con importanti ricadute sia sul piano clinico che socio-economico», sottolinea.
Il riconoscimento premia l’impegno costante dell’équipe nel garantire percorsi diagnostici e terapeutici di alto livello, in un ambito complesso come quello delle patologie funzionali gastrointestinali, spesso caratterizzate da un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti.
Elemento distintivo del servizio è l’ambulatorio di fisiopatologia dell’apparato digerente, considerato un punto di eccellenza grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate come la pH-impedenzometria e la manometria esofagea e ano-rettale ad alta risoluzione 3D. Strumentazioni che consentono una valutazione estremamente precisa delle alterazioni motorie del tubo digerente e permettono di impostare trattamenti sempre più mirati.
L’attività è coordinata dal dottor Ermenegildo Galliani, responsabile dell’Unità, affiancato dalla dottoressa Nunzia Russo e da un team infermieristico dedicato composto da professionisti con competenze specifiche nel settore.
I numeri confermano la crescita del centro: nel 2025 sono state effettuate 162 procedure diagnostiche, con un trend in costante aumento. Un dato che testimonia non solo la risposta alla domanda interna dell’Ulss 1 Dolomiti, ma anche la crescente attrattività per pazienti provenienti da altri territori.
«Questo riconoscimento consolida ulteriormente il ruolo dell’Ulss 1 Dolomiti, capace di coniugare innovazione tecnologica, competenza professionale e attenzione al paziente – commenta il commissario Dal Ben –. È anche uno stimolo a proseguire nel percorso di crescita e miglioramento continuo, al servizio della comunità».










