È stata una celebrazione della Festa della Liberazione particolarmente partecipata e significativa quella organizzata venerdì 24 aprile a Borgo Valbelluna, davanti al Municipio, grazie alla collaborazione tra Comune, Anpi La Spasema, Soms, Alpini, Fanti, Cavalieri e Carabinieri in congedo.
A rendere ancora più intenso il momento sono stati gli studenti delle classi terze A e B della scuola secondaria di Lentiai, protagonisti di un lavoro di ricerca sugli Internati Militari Italiani (Imi), realizzato a scuola con il contributo di Raffaela D’Attilio della Spasema e il coordinamento delle docenti di lettere Monica Dal Molin e Francesca Criscino.
Alla cerimonia hanno partecipato anche le classi quinte della primaria di Lentiai e Villapiana, gli studenti di Mel e numerosi cittadini. Dopo i saluti istituzionali dell’assessora alla cultura Chiara Scarton e del dirigente scolastico Umberto De Col, i ragazzi hanno presentato il proprio lavoro attraverso cartelloni esplicativi, riportando alla memoria la complessa vicenda degli Imi.
Gli Internati Militari Italiani furono i soldati catturati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, costretti a scegliere tra la collaborazione con il Terzo Reich o la deportazione nei campi di prigionia. Oltre 800 mila italiani rifiutarono di aderire al nazifascismo e furono internati in condizioni durissime, privati delle tutele della Convenzione di Ginevra e impiegati come manodopera coatta.
Le condizioni di vita nei lager erano estreme: freddo intenso, scarsità di cibo, baracche fatiscenti e gravi carenze igieniche provocarono la diffusione di malattie e sofferenze diffuse. Nonostante ciò, il loro rifiuto alla collaborazione rappresentò una scelta di resistenza civile e morale.
Come ricordato dallo storico Giovanni Monico dell’Anpi Cadore, il loro gesto fu «un rifiuto della guerra e un atto di fedeltà al giuramento, che mise al centro dignità e onore personale, contro paura, fame e umiliazione».
Il ritorno degli IMI in Italia, tra il 1945 e il 1947, fu segnato da indifferenza e, in alcuni casi, ostilità. Solo dagli anni Ottanta e Novanta la loro vicenda ha trovato una piena rivalutazione storica, fino al riconoscimento ufficiale con la medaglia d’onore concessa dalla Repubblica dal 2006.
La mattinata si è conclusa con l’esibizione degli studenti dell’indirizzo musicale, guidati dal professor Stefano Brancaleone e dall’insegnante Erika De Bortol, che hanno eseguito l’Inno d’Italia, l’Inno alla Gioia, “Bella Ciao”, “Blowin’ in the Wind” di Bob Dylan e “La luna di Kiev” di Rodari, nella versione musicata dal maestro Manolo Da Rold, proposta come possibile inno dell’Istituto Comprensivo di Mel e Lentiai.
Un momento di memoria, musica e partecipazione che ha unito generazioni diverse nel ricordo della Liberazione e nel valore della libertà.










