Caro energia, gli agriturismi bellunesi tengono. E c’è l’effetto Olimpiadi

Accanto al consolidato zoccolo duro del Nord Europa – Germania, Svizzera, Olanda, Austria – si affaccia l’Asia
a cura di Irene Dal Mas
22 Aprile 2026
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Le prenotazioni tengono, le disdette restano poche: l’estate degli agriturismi bellunesi, almeno sulla carta, promette bene. Certo, sullo sfondo restano le incognite di una crisi internazionale che, per ora, non ha inciso in modo significativo sui flussi. «La crisi energetica è un dato di fatto», osserva Massimiliano Guiotto, presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura e titolare di un agriturismo a Grum di Villabruna. «Tuttavia per noi, i rincari non hanno ancora pesato sull’attività e, per non penalizzare i turisti, già colpiti dagli aumenti, abbiamo mantenuto i prezzi invariati. Ad oggi abbiamo un numero di prenotazioni in linea con le annate precedenti, con il clou tra luglio e agosto».

Il quadro generale resta positivo, anche se non mancano segnali di rallentamento in alcune fasi. A evidenziarlo è Enzo Guarnieri, vicepresidente di Confagricoltura Belluno e titolare dell’agriturismo Casa Guarnieri, a Feltre, che segnala una flessione nel periodo successivo alla Pasqua. «Nel mese di aprile c’è stato un calo importante, rispetto alle precedenti annate, probabilmente conseguente alle difficoltà a livello internazionale. Ma da maggio in poi già abbiamo parecchie richieste, che continuano fino a settembre».

A cambiare è anche la geografia dei visitatori. Accanto al consolidato zoccolo duro del Nord Europa – Germania, Svizzera, Olanda, Austria – si affacciano nuovi mercati. L’Asia, in particolare, con richieste da Cina e Corea. Un movimento che qualcuno lega già all’effetto indiretto delle Olimpiadi. Cresce anche l’Est Europa, con Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria sempre più presenti. Il Bellunese diventa così tappa di itinerari più ampi: tour nel Nord Italia tra città d’arte e laghi, con soste brevi ma frequenti.

Proprio la durata dei soggiorni è uno degli elementi che più stanno cambiando il volto della domanda. Lo conferma Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, che ha avviato da pochi mesi un’attività ricettiva a Pedavena. «C’è molto turismo mordi e fuggi. Gli ospiti si fermano una notte o due e poi vanno altrove».

La certezza, però, è che il territorio continua ad attrarre grazie a un calendario fitto di eventi sportivi e a un’offerta in espansione tra cicloturismo, cammini, ippoturismo e fattorie didattiche. Tutti servizi esperienziali che, nell’epoca del turismo lento, attraggono.

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