C’è un nuovo Amico. Sul numero 16 dell’Amico del Popolo di carta del 16 aprile 2026, distribuito questa settimana (in abbonamento tradizionale, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’editoriale a firma del giornalista Giovanni Ferrò. Acquista e sfoglia L’Amico del Popolo classico, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze. Chiedi info a segreteria@amicodelpopolo.it
Donald Trump carica a testa bassa Leone XIV. Che si scansa con eleganza da torero («non ho intenzione di fare un dibattito con lui») e risponde con fermezza evangelica: «Io non ho paura». Questa potrebbe essere la sintesi dell’ultima scomposta polemica scatenata dal presidente americano e rimbalzata in questi giorni sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. Ma perché – c’è da chiedersi – il Commander in chief a stelle e strisce si è avventurato in una “guerra di religione” verbale contro la guida spirituale di un miliardo e 400 milioni di cattolici? Che cosa lo ha spinto a un passo tanto azzardato?
Per capirlo bisogna riavvolgere il nastro, altrimenti si rischia di derubricare l’episodio all’ennesimo colpo di testa del presidente-miliardario. Bisogna tornare all’inizio del secondo mandato di The Donald, quando iniziò a minacciare di tagliare i fondi alle università (comprese quelle cattoliche) che non si fossero adeguate all’agenda Maga (Make America Great Again) della sua amministrazione. E poi bisogna passare alla campagna di persecuzione contro gli immigrati, molti di fede cattolica, condotta dalle brigate federali dell’Ice (Immigration and Custom Enforcement).
Se sulla prima questione, gran parte degli atenei cattolici fece buon viso a cattiva sorte, sul tema degli immigrati i cattolici americani reagirono in maniera critica. E l’episcopato Usa, in passato diviso, ritrovò una compattezza inedita. Merito anche di papa Leone, che incitò i vescovi suoi concittadini a non piegarsi.
Arriviamo così al tempo delle “guerre lampo” di Trump, il blitz riuscito in Venezuela e quello fallito in Iran. È qui che le posizioni, già distanti, diventano (…)
Ma il Papa e la Segreteria di Stato continuano a levare la voce in difesa della pace e a criticare il bellicismo. Fino a quando Trump non minaccia di «far scomparire una intera civiltà». A quel punto perde le staffe perfino il pacatissimo Leone: «Questa posizione non è accettabile», dice a muso duro. E invita i fedeli cattolici a rivolgersi ai propri deputati e senatori, facendo pressioni per la pace.
Il tasto è tra i più dolenti per il presidente Usa: (…).
Giovanni Ferrò giornalista











