Servizio idrico integrato, sindaci a caccia di contributi per non far esplodere le tariffe

Di Maurizio Busatta. L'articolo completo sul numero 19 dell'Amico del Popolo del 7 maggio
8 Maggio 2026
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Cresce la preoccupazione sulla sostenibilità della futura tariffa del servizio idrico integrato nel Bellunese, alla luce dell’aggiornamento del piano investimenti 2026-2035, che passa da 266,9 a 399,5 milioni di euro. Il Consiglio di bacino Dolomiti Bellunesi ha chiesto alla società in house SIB e ai nuovi vertici di valutare soluzioni per contenere l’impatto sulle bollette, anche attraverso una revisione di alcune voci tariffarie e una maggiore capacità di intercettare finanziamenti esterni. Il nuovo piano dovrà essere definito entro il 31 luglio e presentato ad Arera, in un contesto che prevede forti investimenti su depurazione, reti e sostituzione dei contatori, con possibili ricadute significative sulle tariffe per famiglie e imprese.

Qui sotto un estratto dell’articolo di Maurizio Busatta sul numero 19 dell’Amico del Popolo del 7 maggio. Per leggere l’approfondimento completo è possibile acquistare il settimanale in edicola oppure abbonarsi scrivendo a segreteria@amicodelpopolo.it

Anche se in altre realtà, in Veneto e fuori, la bolletta dell’acqua è più cara, cresce la preoccupazione per la «sostenibilità» dell’articolazione tariffaria che a breve sarà decisa dal Consiglio di bacino Dolomiti bellunesi, l’ente di governo del sistema di captazione, adduzione e depurazione che va sotto il nome di servizio idrico integrato.

Di qui il mandato all’assemblea dei soci e al comitato di controllo della società in house Sib Spa, soggetto gestore del servizio in 59 Comuni della provincia, a ricercare – con i vertici della società e nei rapporti interistituzionali con Roma, Venezia e Trento (Fondo Comuni confinanti) – le soluzioni utili a «rendere sostenibile il carico tariffario» prossimo venturo.

Il piano degli interventi al vaglio del Consiglio di bacino Dolomiti bellunesi per il decennio 2026-2035.

E contestualmente l’invito al nuovo Consiglio di amministrazione di Sib, nominato martedì 5 maggio, a valutare la possibilità di «rinunciare» ad alcune voci del metodo tariffario per «alleggerirne» gli effetti sull’utenza (famiglie e imprese) cercando di migliorare pure la capacità di progettare, in modo da partecipare a nuovi bandi di finanziamento.

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Una risposta

  1. Dobbiamo quindi aspettarci nuovi aumenti? Ecco perché comprendo i motivi dello spopolamento della montagna: sempre più vuota, sempre meno abitanti e sempre maggiori costi nei servizi essenziali. E Pantalone paga!

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